Recital in Corato 02

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Il vincitore assoluto nella sezione pianistica del concorso Euterpe ha scelto un repertorio di assoluta difficoltà esecutiva
Festival pianistico, il talento cristallino di Myunghyun Kim illumina il teatro
L’artista asiatico si è messo in luce al servizio di alcuni tra i più grandi compositori della storia, come Chopin, Liszt e Ravel
Festival pianistico, il talento cristallino di Myunghyun Kim illumina il teatro © CoratoLive.it
di Giuseppe Gallo
Un talento cristallino ha irradiato il teatro comunale di sfavillanti combinazioni cromatiche. È quello del venticinquenne pianista coreano Myunghyun Kim, che ieri sera si è guadagnato gli applausi scroscianti di un pubblico esigente, nel quarto concerto del Festival pianistico “Città di Corato”, organizzato dall’associazione Fausto Zadra.

L’artista asiatico si è messo in luce al servizio di alcuni tra i più grandi compositori della storia, come Chopin, Liszt e Ravel.

Introdotto dall’esaustività e dalla competenza del Maestro Filippo Balducci, in veste di presentatore, il primo ospite di caratura internazionale si è seduto allo sgabello con estrema naturalità, rompendo il ghiaccio con lo Scherzo n.2 di Chopin, che trovò Schumann tra i critici più entusiasti. Un’interpretazione magistrale, capace di coglierne tutte le sfumature e passare con facilità dal drammatico al cantabile, dal corale lento alla malinconia del walzer.

Ipnotica e incredibilmente moderna la Sonata n. 2 op. 35 in Si bemolle minore, con l’arcinota Marcia funebre. La tavolozza di sensazioni del primo tempo accoglie una nera, turbolenta gravità e poi approda a un azzurro di sogno. La violazione dei canoni della sonata scandalizzò non poco i contemporanei del compositore polacco.
Il secondo tempo si connota per la difficoltà d’esecuzione, da cui Kim però sembra trarre giovamento in una sfida con il piano vinta sempre dall’artista, capace di imbrigliare e dominare lo strumento che pare animato, imbizzarrito. Il terzo tempo, che Chopin volle fosse eseguito al suo funerale, è senz’altro il più noto, ed è quello su cui è strutturata l’intera Sonata. Rubinstein paragonò il quarto tempo al “Vento ululante tra le tombe”, privo com’è di melodia e armonia, un tentativo visionario di mettersi in contatto con l’occulto e il trascendente.

Con un balzo ad inizio ‘900, Kim si sposta sui toni maggiormente impressionistici di Ravel, con pennellate che prendono per mano l’ascoltatore e gli regalano prima la visione di una “Barca sull’oceano”, maltrattata e torturata dalle onde e poi le bizzarrie della vita di un buffone di corte con il ritmo serrato di “Alborada del gracioso”, ossequio di Ravel al sangue spagnolo che scorreva nelle sue vene.

Il repertorio del vincitore assoluto nella sezione pianistica del concorso Euterpe non è certo dei più facili da eseguire. La scelta della Dante Sonata di Liszt parla chiaro sulle abilità del protagonista di ieri sera. Un viaggio dall’inferno al paradiso con un brano noto tra i pianisti per la sua difficoltà. Medianico, inquietante e spiritato, Liszt impone all’esecutore, con questa Fantasia quasi sonata, una maniera di porgersi particolarmente rapsodica. Il pubblico è invece costretto a trattenere gli applausi tra un movimento e l’altro, per farli esplodere solo alla fine con grida di acclamazione.